Oblivion

Una viva dimenticanza: gli Oblivion…

[Napoli] Gli Oblivion sono un fenomeno, innanzitutto della rete dove si sono fatti conoscere con la parodia de I Promessi sposi, poi della televisione divenendo ospiti fissi del popolarissimo programma cabarettistico Zelig, e infine ma soprattutto del teatro, ove da più di due anni propongono i loro spettacoli musicali. Oblivion Show 2.0 – Il sussidiario diretto da un attentissimo Gioele Dix, è il compendio della loro arte, del loro personalissimo modo di fare teatro che contempla il cabaret, il musical, la parodia, un pizzico di satira, un richiamo alla coloratissima Bollywood nonché al sempre più spesso desueto ma elegante café chantant. Lo spettacolo è travolgente, il ritmo è incalzante e regala una serata di pura leggerezza. I cinque attori, cantanti, comici – Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli – ballano, cantano raccontano la nostra cultura, la nostra storia, la nostra letteratura, senza dimenticare l’attualità. Dissacrano il tutto in modo divertente ma mai volgare, mimano le canzoni, le mescolano, le parole divengono immagini; il repertorio è indubbiamente nazionalpopolare, ed è per questo che piace. Ne Il sussidiario cantano e narrano le vicende di Dante e della sua Commedia, del Pinocchio collodiano, del Burlesque che inaspettatamente diviene Berlusque. Ma il momento più goliardico è l’accoppiamento musicale di interpreti agli antipodi, e così gli Oblivion mescolano Lady Gaga e Bach, Mozart e Vasco, Gianni Morandi e i Queen, i Beach Boys e Massimo Ranieri. Ma al di là del repertorio ciò che più preme sottolineare è l’affiatamento dei cinque interpreti, la loro padronanza del palcoscenico e dei serrati tempi comici,  la capacità di slittare da un genere all’altro, impeccabili nella danza e nel canto, il vero spettacolo sono loro.

Mariarosaria Mazzone (Teatro.org)

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.