Oblivion

Una playlist irresistibile!

[Trieste] Applausi scroscianti, sorrisi, grida, richieste di bis: il pubblico se ne va dal teatro divertito, rigenerato, qualcuno canticchia le canzoni sentite durante lo spettacolo. Mentre mi alzo dalla mia poltroncina non posso fare a meno di pensare che io, via, non ci voglio andare e che probabilmente questa sensazione non appartiene solo a me. Premiamo il tasto “Rewind” e torniamo indietro come su uno di quei vecchi walkman che si usavano una volta: uno dei tanti apparecchi tecnologici che servono per ascoltare la musica come il più recente I-pod o i più datati jukebox. All’origine di questo successo di pubblico c’è proprio un jukebox, un jukebox umano capace di far ridere fino alle lacrime: “Oblivion: The Human Jukebox”, consulenza registica di Giorgio Gallione. Sì, proprio loro, gli Oblivion: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli.

Cinque mattatori, cinque menti creative, cinque professionisti dalle sorprendenti doti canore che assieme creano un caleidoscopio di voci irresistibili. All’entrata del pubblico in sala loro sono lì, in platea, per renderlo partecipe da subito di questo spassoso show che vorresti non finisse mai. Parodie, duetti imprevedibili, canzoni strampalate, mash-up: questi cinque performer dalla simpatia travolgente e dalla bravura indiscutibile regalano una serata in cui sul palcoscenico si alternano leggende della musica come i Queen o miti della musica italiana come Battisti e Mina per passare alle leve dei vari talent shows della “X Factoria” moderna. Gli Oblivion l’X Factor ce l’hanno eccome!

Un’ora e mezza che vola tra le note della musica e le risate di gusto: stupendo l’omaggio alle canzoni vincitrici di Sanremo, riassunte vocalmente in soli cinque minuti, nel loro inconfondibile stile, quello che li ha portati al grande successo di pubblico con il video de “I Promessi Sposi in 10 minuti” che nel 2009 gli valse milioni di visualizzazioni. Mantenere nel tempo tale standard di creativa genialità, riuscendo a rinnovarsi e a mettersi in gioco e rimanendo però sempre fedeli a se stessi, non è da tutti: basandosi sulle scelte del pubblico presente in sala e facendo affidamento sul loro vastissimo repertorio, gli Oblivion vivono e fanno vivere ogni sera un’esperienza diversa. “Oblivion: The Human Jukebox” è un altro “pezzo” da aggiungere alla loro unica e strepitosa playlist teatrale, da non perdere!

Giuliana Tumia (lanouvellevague.it)

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