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Che bravi gli Oblivion jukebox umani PDF Stampa E-mail
Oblivion: The Human Jukebox
Scritto da Fabio Vagnarelli   
Venerdì 29 Aprile 2016 00:00

[MILANO] Diavoli di questi Oblivion. Dopo aver sintetizzato, stritolato e rimixato i classici della letteratura, dai Promessi sposi a Dante, i cinque folletti della comicità in musica in The human jukebox (regia di Giorgio Gallione) stravolgono la tradizione, meno sacra ma altrettanto intoccabile, della canzone italiana. Strizzando l’occhio al pubblico, invitato a infilare in una boccia di vetro foglietti coi nomi dei cantanti preferiti, estratti e improvvisati dai novelli Cetra durante lo spettacolo. Un impiccio da cui si cavano con ironia da vendere e il solito incredibile virtuosismo in un’ora e mezza travolgente in cui si ride fino alle lacrime, e che non risparmia nessuno: dalle 66 edizioni di Sanremo liofilizzate in cinque minuti alla parodia dei tenorini del Volo con bavaglini e vocioni da Hulk, da X-Factor alle vecchie glorie Al Bano e Romina, Pupo & C. finiti in Russia al “festival zar”. Eccellenti, con menzione speciale a Clara Maselli che sostituisce con ottimo affiatamento Francesca Folloni in maternità.

Simona Spaventa (La Repubblica)

 
La voglia di spasso che fa centro PDF Stampa E-mail
Oblivion: The Human Jukebox
Scritto da Fabio Vagnarelli   
Lunedì 25 Aprile 2016 00:00

[MILANO] Quello in scena fino al 1° maggio al Teatro Leonardo non è un juke box musical, ma «il» juke box musical: è «human», perché fa del fattore umano l’arma di scasso di una divertente seduta psicologica di gruppo. È tra i migliori show offerti dagli Oblivion che da anni puntano alle canzoni come reagente e specchio culturale con gran voglia di spasso non sempre innocente. I cinque folli entertainer-cantanti-attori, professionismo e tempismo a cinque stelle, fra cubi alla Rubik- Mondrian, chiedono alla platea chi devono imitare, innescando un gioco di bigliettini allegro e contagioso. Inizia così un montaggio, di relazioni pericolose, incroci azzardati, scratching, utilizzando le risorse e le provviste dello spirito di osservazione: iniziano con un tutto Sanremo di 5’e continuano coi rapper, trio Lescano, Morandi, Queen, Bach, Ligabue, i Cetra, Mina, Zero, Al Bano con Romina versione moscovita, a spasso nel tempo, nelle mode, nelle note. Alla fine all’indice dei nomi trionfo dei performer sorridenti: Davide Calabrese e Lorenzo Scuda (ideatori), Fabio Vagnarelli, Graziana Borciani, la Maselli sostituta di Francesca Folloni in attesa di un pet Oblivion. Regia di Gallione, ritmo senza pause nel non facile gioco meta teatrale dell’improvvisazione, che gli Oblivion reggono per 100’ inseguiti da un clamore entusiasta e connivente.

Maurizio Porro (Corriere della Sera)

 
Lo speciale "Jukebox umano" degli Oblivion PDF Stampa E-mail
Oblivion: The Human Jukebox
Scritto da Fabio Vagnarelli   
Domenica 21 Febbraio 2016 23:20

[Trieste] Impossibile che gli Oblivion deludano le aspettative: “The Human Jukebox” riconferma ancora una volta lo strabiliante, magico e coinvolgente talento di Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli.  Uno spettacolo brillante e innovativo, un mix di creatività e improvvisazione.
È un qualcosa di unico e irrepetibile che, pur vedendo la partecipazione del pubblico, non lo invita mai a salire sul palco. È uno spettacolo che “cambia ogni sera”: poco prima dell’inizio, gli spettatori entrano in platea e, dopo aver preso posto, vedono avvicinarsi uno dei cinque Oblivion che porge loro penne e foglietti bianchi su cui indicare il proprio cantante preferito, per poi inserire tutti i bigliettini raccolti in una sorta di urna trasparente. E sarà proprio quest’urna -colma di foglietti- lo strumento attraverso cui gli Oblivion sorprenderanno ancora una volta la platea. Nel corso dello spettacolo, a turno, sorteggeranno il nome di un cantante il quale, assieme agli altri estratti (una decina in totale), diventerà obiettivo delle loro parodie e della loro inconfondibile ironia.
Una “macchina infernale”, in cui artisti italiani e stranieri vengono presi di mira, smontati e “distrutti” solo come gli Oblivion sanno e possono fare. Ecco che così, in base alle preferenze del pubblico, Jukebox si presenta come completamente diverso a ogni replica, mantenendo però sempre anche una parte fissa: e così il pubblico viene da subito conquistato con un ripasso di tutte le canzoni vincitrici a Sanremo e con una spassossima parodia del “Volo”. Gli applausi e le risate della platea non si fermano all’entrata sul palco di Albano e Romina, Pupo e Toto Cutugno che, perfetti in una caricatura ineccepibile, si esibiscono durante un festival russo. E poi escono dalle quinte Giusy Ferreri, Marco Mengoni, Noemi e Chiara, con il loro mondo dei talent show, e le loro canzoni del tutto piacevolmente stravolte attraverso l’evidenza dei loro, ormai indentificativi, difetti.
Un vero e proprio Juxebox umano, con la differenza che il pubblico può solo fischiettare la melodia sulle note delle canzoni… essendo, i testi, trasformati in qualcosa di mai sentito prima e di costantemente, brillantemente, inconfondibilmente e ironicamente strampalato.

Cristina Rovis (Teatro.org)

 
Una playlist irresistibile! PDF Stampa E-mail
Oblivion: The Human Jukebox
Scritto da Fabio Vagnarelli   
Domenica 21 Febbraio 2016 23:14

[Trieste] Applausi scroscianti, sorrisi, grida, richieste di bis: il pubblico se ne va dal teatro divertito, rigenerato, qualcuno canticchia le canzoni sentite durante lo spettacolo. Mentre mi alzo dalla mia poltroncina non posso fare a meno di pensare che io, via, non ci voglio andare e che probabilmente questa sensazione non appartiene solo a me. Premiamo il tasto “Rewind” e torniamo indietro come su uno di quei vecchi walkman che si usavano una volta: uno dei tanti apparecchi tecnologici che servono per ascoltare la musica come il più recente I-pod o i più datati jukebox. All’origine di questo successo di pubblico c’è proprio un jukebox, un jukebox umano capace di far ridere fino alle lacrime: “Oblivion: The Human Jukebox”, consulenza registica di Giorgio Gallione. Sì, proprio loro, gli Oblivion: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli.

Cinque mattatori, cinque menti creative, cinque professionisti dalle sorprendenti doti canore che assieme creano un caleidoscopio di voci irresistibili. All’entrata del pubblico in sala loro sono lì, in platea, per renderlo partecipe da subito di questo spassoso show che vorresti non finisse mai. Parodie, duetti imprevedibili, canzoni strampalate, mash-up: questi cinque performer dalla simpatia travolgente e dalla bravura indiscutibile regalano una serata in cui sul palcoscenico si alternano leggende della musica come i Queen o miti della musica italiana come Battisti e Mina per passare alle leve dei vari talent shows della “X Factoria” moderna. Gli Oblivion l’X Factor ce l’hanno eccome!

Un’ora e mezza che vola tra le note della musica e le risate di gusto: stupendo l’omaggio alle canzoni vincitrici di Sanremo, riassunte vocalmente in soli cinque minuti, nel loro inconfondibile stile, quello che li ha portati al grande successo di pubblico con il video de “I Promessi Sposi in 10 minuti” che nel 2009 gli valse milioni di visualizzazioni. Mantenere nel tempo tale standard di creativa genialità, riuscendo a rinnovarsi e a mettersi in gioco e rimanendo però sempre fedeli a se stessi, non è da tutti: basandosi sulle scelte del pubblico presente in sala e facendo affidamento sul loro vastissimo repertorio, gli Oblivion vivono e fanno vivere ogni sera un’esperienza diversa. “Oblivion: The Human Jukebox” è un altro “pezzo” da aggiungere alla loro unica e strepitosa playlist teatrale, da non perdere!

Giuliana Tumia (lanouvellevague.it)

 
Oblivion: The Human Jukebox PDF Stampa E-mail
Oblivion: The Human Jukebox
Scritto da Fabio Vagnarelli   
Sabato 20 Febbraio 2016 00:00

[Trieste] Se si digita Oblivion su Wikipedia, si trova la seguente dicitura: è un gruppo comico musicale-teatrale con repertorio Showtunes formatosi a Bologna nei primi anni duemila e composto da cinque attori-cantanti (ma anche mimi e musicisti) di cabaret.
Il gruppo ha come modelli artistici il Quartetto Cetra, Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e i Monty Python, tutti artisti a cui vengono dedicati in scena omaggi sotto forma di parodie dei principali lavori. Il gruppo ha un canale YouTube che per anni è stata la vetrina dei loro video.

Wikipedia però non racconta quanto siano apprezzati: al debutto a Trieste la sala del teatro Orazio Bobbio era gremita di pubblico e gli applausi e le risate erano continue.

Gli Oblivion accolgono il pubblico, invitandolo a lasciare il nome del suo cantante preferito. Ovviamente tra i tanti nomi consueti ce ne saranno di alcuni sconosciuti ai più, ma per la maggior parte delle indicazioni date, i Jubebox umani sapranno esaudire le richieste ottenute con grande maestria. Nel loro nuovo spettacolo hanno presentato nuove scenette alternandole alle richieste del pubblico. Tutte le canzoni vincitrici di Sanremo in cinque minuti, i tenori de Il Volo, I fiori in musica, la rivincita su X Factor  e il successo delle vecchie guardie a San Pietroburgo, sono solo alcune delle loro strepitose parodie. Il loro dialogare con prontezza di risposte spiritose li ha dotati di una simpatia che va oltre la visione dello spettacolo ed arriva empaticamente nello spazio del cuore riservato alla simpatia.

Hanno il grande potere di donare serenità, attraverso la musica, ma soprattutto dimostrano una grandissima professionalità artistica. Saper recitare, mimare e cantare non è da tutti, ma saper scherzare con la musica, la mimica e il canto è davvero per pochi.

Laura Poretti Rizman (freaksonline.it)

 
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