Oblivion

Mattarello incantato, piace il juke-box messo in scena dagli scatenati Oblivion

[Arzignano VI] Strepitosi. Non ci sono altri aggettivi per gli Oblivion che l’altra sera hanno incantato, divertito e fatto ridere fino alle lacrime il pubblico del Mattarello di Arzignano.
Il titolo dello spettacolo “Oblivion: the human juke- box” rivela tutto: il quintetto bolognese composto da Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli riesce a passare da una canzone all’altra senza pause, con una notevole padronanza del palcoscenico, tenendo inchiodati gli spettatori alle sedie per 90 minuti ad iniziare dalla sigla, rivisitata, di Sanremo. Un mix perfetto dei diversi stili, che dimostra una cura minuziosa dei particolari, siano i 65 brani vincitori del festival nazional – popolare, eseguite in meno di 5 minuti, o “Generale” di De Gregori, interpretato come se fosse un disco di vinile con la puntina rotta, o anche “ La Cura” di Battiato cantata sulle parole del bugiardino dell’aspirina. Spassosi poi il duetto della vocalist che canta solo le vocali e che si alterna a una consonant che invce emette solo consonanti e il Festival Zar dove interpretano Albano e Romina, Ricchi e Poveri e Pupo, vecchie glorie che conoscono una seconda giovinezza musicale nei paesi dell’Est, soprattutto in Russia.
Gli Oblivion sono dissacranti in modo divertente, mai forzati, tutto lo spettacolo è un gioco ad incastri di un puzzle pressoché impeccabile. Il grande talento vocale e virtuosistico dei cinque si esprime poi nella sua totalità quando mescolano gli stili musicali con i brani di Zucchero letti in stile liturgico e Bohemian Rhapsody con le parole delle canzoni di Gianni Morandi.

A.Fadda (Il Giornale di Vicenza)

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